In Breve
- Che cos'è l'impianto di cattura CO2 di CarpeCarbon?
- È il primo impianto industriale in Italia che utilizza la tecnologia di direct air capture integrata nella produzione.
- Qual è la capacità dell'impianto?
- L'impianto avrà una capacità nominale di 300 tonnellate di CO2 all'anno.
- Quando entrerà in funzione l'impianto?
- L'impianto è previsto in funzione nel secondo semestre del 2027.
La start-up torinese CarpeCarbon ha siglato un accordo con Michelin Italiana per la realizzazione di un impianto di cattura e valorizzazione della CO2 atmosferica presso lo stabilimento di Cuneo. Questo progetto rappresenta il primo impianto industriale di CarpeCarbon, che utilizza la tecnologia di direct air capture (DAC) integrata nel processo produttivo.
L’impianto, che richiederà un investimento di 2 milioni di euro, avrà una capacità nominale di 300 tonnellate di CO2 all’anno e dovrebbe entrare in funzione nel secondo semestre del 2027. CarpeCarbon prevede di espandere la capacità a 5.000 tonnellate annue entro il 2028-2029 e a 50.000 tonnellate nel 2030.
La CO2 catturata sarà utilizzata per sostituire parte dell’anidride carbonica fornita da fornitori esterni a Michelin, mentre la parte non utilizzata sarà stoccata e utilizzata per generare crediti di carbonio. La tecnologia impiega filtri speciali che permettono di trattenere le molecole di CO2, rendendole misurabili e certificabili.
Inoltre, CarpeCarbon sta sviluppando capacità di stoccaggio geologico in Italia, avendo già identificato siti idonei. La start-up, fondata nel 2022, ha già raccolto circa 4,5 milioni di euro in venture capital e punta a espandere ulteriormente le proprie operazioni.
Giuliano Antoniciello, cofondatore e AD di CarpeCarbon, ha dichiarato: “Iniziare questo progetto con Michelin è fondamentale per accelerare lo sviluppo della nostra tecnologia e per estendere il modello a molte altre realtà produttive”.
