In Breve
- Qual è l'aumento delle PMI in Italia dal 2019 al 2025?
- Il numero delle PMI attive è aumentato del 21%, passando da 180 mila a quasi 218 mila unità.
- Come è cambiata l'occupazione nelle PMI italiane?
- L'occupazione complessiva è cresciuta del 20%, raggiungendo 5,63 milioni di addetti.
- Qual è la situazione della produttività delle PMI?
- La produttività è tornata ai livelli pre-pandemici e, tra le aziende medie, si è ridotta del 3,9%.
Negli ultimi anni, il panorama delle piccole e medie imprese (PMI) in Italia ha registrato un significativo incremento. Tra il 2019 e il 2025, il numero delle PMI attive è aumentato del 21%, passando da 180 mila a quasi 218 mila unità. Parallelamente, l’occupazione complessiva è cresciuta del 20%, raggiungendo 5,63 milioni di addetti, con un incremento di circa 900 mila posti di lavoro rispetto al 2019.
Tuttavia, nonostante questi risultati positivi, le PMI italiane non hanno visto un miglioramento nella loro dimensione media e nella produttività. La dinamica dimensionale ha mostrato una migrazione verso classi superiori, con circa l’8,2% delle PMI che è diventata media e il 9,6% delle medie che è entrata nella categoria delle grandi. Tuttavia, la dimensione mediana di ciascuna classe è rimasta sostanzialmente stabile, poiché le nuove entrate sono spesso aziende meno produttive.
Dal punto di vista economico, sebbene il fatturato reale aggregato delle PMI sia aumentato, questo incremento è avvenuto a un ritmo inferiore rispetto all’occupazione. La marginalità mediana (Ebitda) ha mostrato miglioramenti, con un aumento del 20% per le piccole e del 15% per le medie, principalmente grazie al contenimento dei costi piuttosto che a una crescita dei ricavi.
Un aspetto critico rimane la produttività, che ha mostrato segni di stagnazione. Dopo un rimbalzo nel 2021, è tornata ai livelli pre-pandemici e, tra le aziende medie che non hanno fatto il salto di classe, si è ridotta del 3,9%. Inoltre, persistono significative differenze territoriali: la produttività delle PMI nel Sud e nelle Isole è inferiore di circa un quarto rispetto a quella del Nord, nonostante un aumento del peso del Mezzogiorno nel numero delle PMI e nell’occupazione.
In questo contesto, esperti come Luca Peyrano, CEO di Cerved, sottolineano che, sebbene l’aumento del numero di PMI e degli occupati sia un segnale positivo, è fondamentale trasformare questa crescita in maggiore produttività e capacità dimensionale. Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, evidenzia l’importanza di creare condizioni favorevoli e una politica industriale a lungo termine per supportare il miglioramento e l’espansione delle PMI.
