Economia

Il Trasporto Pubblico Locale: Un Pilastro per l’Economia Italiana

Uno studio rivela l'importanza del trasporto pubblico locale per l'economia italiana, evidenziando un potenziale danno di 26,2 miliardi di euro in caso di assenza di servizi.

In Breve

Qual è l'impatto economico dell'assenza di trasporto pubblico locale?
L'assenza di una rete capillare di trasporto pubblico locale potrebbe causare un danno economico di 26,2 miliardi di euro all'anno.
Quanto contribuisce il trasporto pubblico al PIL italiano?
Il contributo del trasporto pubblico all'economia italiana è stimato tra 8,2 e 12,4 miliardi di euro, pari a circa lo 0,4%-0,6% del PIL.
Qual è il valore aggiunto diretto del trasporto pubblico?
Il settore del trasporto pubblico genera un valore aggiunto diretto di 4,6 miliardi di euro all'anno.

Un recente studio commissionato da Agens e condotto dal Politecnico di Milano ha messo in luce l’importanza cruciale del trasporto pubblico locale (Tpl) per l’economia italiana. Secondo la ricerca, l’assenza di una rete capillare di Tpl potrebbe comportare un calo medio della produttività nazionale dell’1,2%, con punte fino al -3,1% nelle grandi aree urbane. Questo si traduce in un danno economico stimato in 26,2 miliardi di euro all’anno.

Il settore del trasporto pubblico locale include oltre 800 aziende e movimenta circa 5 miliardi di passeggeri ogni anno. I ricavi complessivi ammontano a 12,1 miliardi di euro, con il 70% proveniente da fondi pubblici e il 29% dagli incassi di biglietti e abbonamenti. Dopo aver sottratto i costi di funzionamento, il comparto genera un valore aggiunto diretto di 4,6 miliardi di euro all’anno.

Inoltre, l’effetto indiretto sulle filiere di fornitura porta a un valore aggiunto stimato tra 3,6 e 7,8 miliardi annui, contribuendo così all’economia con un totale compreso tra 8,2 e 12,4 miliardi di euro, pari a circa lo 0,4%-0,6% del Pil. Ogni euro di valore aggiunto prodotto dal Tpl attiva tra 0,79 e 1,69 euro aggiuntivi per altre imprese del paese.

Un’analisi dello scenario “Tpl-down” evidenzia che la riduzione o l’assenza del servizio potrebbe ridurre l’accessibilità ai posti di lavoro del 26% a livello nazionale, con cali tra il 70% e l’80% nelle aree urbanizzate ad alta densità. Ad esempio, nella sola ora di punta mattutina a Milano, potrebbero essere soppressi circa 54.000 spostamenti, lasciando circa 15.000 lavoratori impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro.

Il trasporto pubblico non è solo un fattore economico, ma anche un elemento chiave per la sostenibilità ambientale. Una corsa di autobus può sostituire fino a 40 auto, mentre la metropolitana può sostituire 600 veicoli e il treno regionale 1.500. Senza l’offerta collettiva, l’aumento della mobilità privata comporterebbe costi esterni aggiuntivi per la collettività stimati in 9,6 miliardi di euro all’anno.

Gianpiero Strisciuglio, presidente di Agens e amministratore delegato del Gruppo FS, ha sottolineato che “ogni euro investito nel Tpl genera un ritorno immediato in termini di sostenibilità e vivibilità”, affermando che sostenere il trasporto pubblico significa rendere le città più moderne e le comunità più unite.