In Breve
- Qual è l'andamento recente del prezzo delle quote di CO2?
- Il prezzo delle quote di CO2 è tornato a salire, superando gli 81 euro dopo un calo a marzo.
- Cosa ha causato il calo del prezzo all'inizio del 2026?
- Il calo è stato in parte causato dalle dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz riguardo al sistema ETS.
- Quali sono le prospettive future per il mercato ETS?
- Le prospettive dipendono dalle prossime discussioni sulla proposta di revisione della Commissione europea.
Negli ultimi mesi, il prezzo delle quote europee di emissione di CO2 ha registrato un significativo rialzo. Il future EUA con consegna a dicembre 2026 ha superato gli 86 euro a tonnellata il 22 luglio, attestandosi attualmente poco sopra gli 81 euro. Questo aumento segue un calo a marzo, quando il prezzo era sceso sotto i 67 euro, per poi recuperare circa il 30% in quattro mesi.
Il mercato ETS (Emission Trading System) funziona attraverso l’assegnazione di permessi, sia gratuitamente che tramite aste pubbliche. I permessi possono essere scambiati in un mercato secondario, il cui prezzo è influenzato principalmente dal rischio regolatorio. Inizialmente, l’eccesso di quote assegnate gratuitamente e la diminuzione delle emissioni durante la crisi del 2008 avevano creato una scarsità più teorica che reale. Nel 2017, il prezzo dell’EUA era di circa cinque euro, mentre dal 2022 ha superato stabilmente i 70 euro, raggiungendo oltre i 90 euro a gennaio 2026.
Un forte calo all’inizio del 2026 è stato in parte causato dalle dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz, il quale ha espresso la disponibilità a rivedere o sospendere il sistema ETS, provocando una perdita di quasi il 20% del prezzo dall’inizio dell’anno. Tuttavia, la ripresa attuale è attribuibile anche a ritardi nell’attribuzione delle quote gratuite. I nuovi benchmark per il periodo 2026-2030 sono stati definiti solo a fine giugno, lasciando il mercato privo di quote necessarie per adempiere agli obblighi relativi al 2025.
La partecipazione degli investitori finanziari alle aste ha ulteriormente influenzato il prezzo. In Italia, circa 680 soggetti sono coinvolti nell’ETS, ma solo 25 partecipano attivamente alle aste, di cui quasi la metà sono attori finanziari. La loro presenza aumenta la liquidità, ma solleva interrogativi su chi debba effettivamente partecipare.
Il 17 luglio, la Commissione europea ha presentato una proposta di revisione del sistema, che prevede il prolungamento dell’eliminazione delle quote gratuite fino al 2038 e l’obbligo di investimenti nella decarbonizzazione per mantenere il diritto a riceverle. Questa proposta è stata criticata da esperti del settore, che avvertono che potrebbe allungare le assegnazioni gratuite senza ripristinare il modello originale, in cui le eccedenze restavano all’interno del sistema industriale come ricavo per chi riduceva le emissioni. La proposta sarà discussa dal Parlamento europeo e dagli stati membri, con l’obiettivo di raggiungere un accordo nel primo trimestre del 2027, in un contesto politico complesso con prossime elezioni regionali in Germania e tensioni politiche in Francia.
