Lavoro

Protesta dei lavoratori ex Ilva all’aeroporto di Genova: occupazione a oltranza

I lavoratori ex Ilva di Cornigliano hanno occupato l'aeroporto di Genova in risposta a un incremento della cassa integrazione.

In Breve

Perché i lavoratori ex Ilva hanno occupato l'aeroporto di Genova?
Hanno occupato l'aeroporto in risposta a un incremento della cassa integrazione comunicato dai commissari.
Cosa chiedono i lavoratori al governo?
Richiedono risposte immediate e garanzie per continuare a lavorare.
Qual è la posizione dei rappresentanti sindacali?
I rappresentanti sindacali denunciano l'insufficienza della comunicazione ricevuta e chiedono chiarezza.

I lavoratori ex Ilva di Cornigliano hanno avviato un’occupazione a oltranza della zona imbarchi dell’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova. La protesta è scaturita a seguito dell’invio di una comunicazione ufficiale da parte dei commissari, che prevede un incremento della cassa integrazione a causa della mancanza di approvvigionamenti di coils. I manifestanti chiedono risposte immediate dal governo.

Durante l’occupazione, è stato mantenuto un corridoio aperto per consentire l’imbarco dei passeggeri, mentre i lavoratori si sono seduti a terra battendo i caschi sul pavimento. Una delegazione di lavoratori è stata convocata in prefettura dal prefetto Cinzia Torraco, e l’aeroporto rimarrà occupato fino al ritorno dei delegati.

Armando Palombo, rappresentante della Fiom, ha dichiarato: “Resteremo qui finché questo governo non ci dà una risposta chiara”. Stefano Bonazzi, segretario generale della Fiom di Genova, ha descritto la comunicazione ricevuta come “un insulto ai lavoratori e alle istituzioni locali”, chiedendo che i commissari chiariscano la situazione, poiché il blocco dello stabilimento genovese non è accettabile.

Nicola Appice, delegato rsu Fim-Cisl, ha espresso preoccupazione per il provvedimento dei commissari, avvertendo che potrebbe fermare lo stabilimento prima ancora di completare il lavoro attualmente in corso. Ha sottolineato la necessità di garanzie immediate per evitare di ricorrere alla cassa integrazione, affermando: “A Genova e negli stabilimenti del Nord non vogliamo ammortizzatori sociali, vogliamo continuare a lavorare”.