In Breve
- Qual è l'andamento dell'inflazione in Italia?
- L'inflazione in Italia è tornata a salire ad agosto, con rischi per la crescita del Pil.
- Quali sono le proposte per affrontare l'inflazione?
- Si propone di difendere il potere d'acquisto delle famiglie e sostenere le piccole imprese.
- Come può il risparmio privato contribuire alla crescita?
- Il risparmio privato potrebbe essere investito nell'economia reale, sostenendo imprese e progetti infrastrutturali.
L’inflazione in Italia ha mostrato un nuovo aumento ad agosto, generando preoccupazioni per la crescita del Pil, che potrebbe avvicinarsi allo zero. Questo incremento è principalmente attribuibile ai rincari nei settori dell’energia, dei carburanti e dei trasporti, i quali influenzano l’intero sistema economico, colpendo famiglie e imprese e alimentando aspettative di un persistente aumento dei prezzi.
In un contesto di risorse pubbliche limitate, la priorità è difendere il potere d’acquisto delle famiglie e sostenere la crescita economica. Nel breve termine, la proroga delle misure sulle accise offre un sollievo temporaneo, ma è considerata uno strumento dalle “gambe corte”, in quanto non affronta le aspettative a lungo termine.
Per concentrare gli interventi sulle fasce più vulnerabili, si propone di destinare le risorse disponibili alla tutela del potere d’acquisto, ad esempio intervenendo sulla tredicesima e sulla tassazione dei salari più bassi, oltre a ridurre la fiscalità per le piccole imprese.
Nel medio-lungo periodo, è fondamentale intervenire sulle aspettative attraverso una politica energetica più strutturata. Ciò include il miglioramento delle capacità delle raffinerie, la liberalizzazione del mercato e il rafforzamento del controllo sui prezzi, oltre a considerare fonti energetiche alternative, incluso il nucleare, per aumentare l’autonomia energetica del Paese.
Per sostenere la crescita, è essenziale mobilitare anche il risparmio privato. In Italia, ci sono circa 6.400 miliardi di euro di risorse finanziarie delle famiglie che potrebbero essere investite nell’economia reale, attraverso il finanziamento di imprese e progetti infrastrutturali, senza incentivare investimenti avventurosi.
Infine, l’uscita dalla procedura europea per deficit eccessivo rappresenterebbe un segnale di disciplina di bilancio, con effetti positivi sui mercati e sulla capacità di destinare risorse alla crescita anziché al servizio del debito.
