In Breve
- Qual è l'obiettivo del progetto di Federturismo?
- Rendere l'industria dell'ospitalità più competitiva e meno vincolata da normative complesse.
- Cosa sono i contratti di filiera?
- Strumenti per promuovere investimenti integrati tra diversi attori del settore turistico.
- Qual è la visione per il turismo italiano nel 2030?
- Un turismo più digitale, sostenibile e capace di generare valore per imprese e territori.
Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria, ha lanciato un ambizioso progetto per trasformare l’industria dell’ospitalità in Italia, puntando a renderla più competitiva e meno vincolata da normative complesse. Con un 55% di arrivi dall’estero, l’Italia si conferma una delle mete turistiche più attrattive, ma la crescita del settore è inferiore a quella di paesi concorrenti come Spagna e Grecia.
Caputi sottolinea l’urgenza di investire in innovazione, sostenibilità e destagionalizzazione, evidenziando che il 90% dei turisti si concentra solo nel 10% del territorio. Per affrontare il problema dell’overtourism, è necessario distribuire meglio i flussi turistici.
Una delle proposte principali riguarda la semplificazione normativa, con richieste da parte delle imprese per regole più chiare e tempi certi. Federturismo sostiene l’adozione di un decreto di semplificazioni a “costo zero” per superare le complessità normative esistenti. Sebbene il Governo abbia accolto queste proposte, Caputi avverte che la vera sfida sarà l’attuazione pratica delle riforme.
Inoltre, i “contratti di filiera”, introdotti con la Legge di bilancio 2026, sono visti come uno strumento chiave per promuovere investimenti integrati tra diversi attori del settore, come strutture ricettive e imprese culturali. Per il successo di questi contratti, è fondamentale garantire procedure semplici e tempi rapidi, evitando burocrazia e ritardi.
Federturismo propone che i contratti di filiera diventino uno strumento permanente, finanziato con almeno il 20% del gettito della tassa di soggiorno, previsto per superare 1,4 miliardi di euro nel 2026. Questo approccio mira a reinvestire le risorse generate dal turismo per aumentare la competitività del settore.
Confindustria ha riconosciuto il turismo come una priorità industriale nazionale, affidando la responsabilità del settore al vicepresidente Leopoldo Destro. Tra le proposte a medio termine ci sono strumenti finanziari innovativi e collaborazioni con enti come Cassa Depositi e Prestiti. La visione per il 2030 prevede un turismo più digitale, sostenibile e capace di generare valore per imprese e territori.
