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Attenzione ai falsi profili di assistenza delle compagnie aeree sui social

Truffatori creano falsi profili sui social per rubare dati di pagamento ai passeggeri insoddisfatti delle compagnie aeree.

In Breve

Cosa sono i falsi profili di assistenza delle compagnie aeree?
Sono account creati da truffatori che si spacciano per il servizio clienti delle compagnie aeree sui social network.
Come operano i truffatori?
Contattano passeggeri insoddisfatti per ottenere dati personali e di pagamento, spostando la conversazione su canali privati.
Quali sono i rischi associati a queste truffe?
I passeggeri possono subire furti di identità e perdite economiche a causa di bonifici fraudolenti.

Negli ultimi anni, un nuovo fenomeno ha preso piede sui social network: truffatori che creano account falsi spacciandosi per il servizio clienti di compagnie aeree. Questi malintenzionati contattano passeggeri insoddisfatti, promettendo assistenza e cercando di ottenere informazioni personali e dati di pagamento.

I profili falsi vengono creati quotidianamente, con centinaia di nuovi account che imitano le compagnie aeree o i loro reparti di assistenza. Quando un utente pubblica un reclamo, i truffatori intervengono pubblicamente, scusandosi per l’inconveniente e spostando la conversazione su canali privati come messaggi diretti, WhatsApp o altre app di messaggistica.

Le modalità di raggiro sono varie: in alcuni casi, viene richiesto di fornire dati personali e di pagamento per tentare un bonifico fraudolento; in altri, viene proposto un modulo fasullo da compilare, utile ai truffatori per costruire database di informazioni.

Un’analisi dei profili ha rivelato che molti di questi account di impersonificazione sono stati creati dopo il 2024, evidenziando un’accelerazione dell’attività fraudolenta negli ultimi due anni. La campagna rimane altamente attiva, con centinaia di nuovi account creati ogni giorno e l’emergere continuo di nuove tecniche di truffa.

Fenomeni simili erano già stati osservati in passato, come nel 2021 sulla piattaforma X, durante il boom delle ICO crypto, quando i truffatori sfruttavano problemi legati a portafogli digitali e transazioni verso indirizzi inesistenti.