In Breve
- Qual è l'impatto previsto dell'Ets sul settore chimico?
- Il costo dell'Ets potrebbe aumentare a 1,5 miliardi di euro all'anno, sottraendo risorse agli investimenti.
- Quali sono le priorità di investimento delle aziende chimiche?
- Le aziende puntano su digitalizzazione, efficienza operativa e ricerca e innovazione.
- Qual è la situazione della produzione chimica in Italia?
- Il settore ha già registrato una perdita del 13% della produzione rispetto al 2021.
Il settore chimico si trova ad affrontare un significativo aumento dei costi legati all’Emissions Trading System (Ets), che potrebbe passare da 600 milioni di euro a 1,5 miliardi all’anno. Questa situazione mette a rischio gli investimenti delle imprese, sottraendo risorse fondamentali per la crescita e l’innovazione.
Oltre all’Ets, il Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam) si applica principalmente a materie prime e prodotti ad alta intensità di carbonio, ma la sua efficacia è ancora oggetto di dibattito. Francesco Buzzella, presidente di Federchimica, ha sottolineato le asimmetrie regolatorie e la necessità di rivedere le politiche energetiche e industriali per garantire la competitività del settore.
Secondo Federchimica, l’attuale costo dell’Ets è equivalente all’intera spesa in ricerca e sviluppo del settore chimico. Un aumento dei costi potrebbe costringere le aziende a ridurre gli investimenti o a delocalizzare la produzione. Uno studio di Roland Berger per Cefic ha rivelato che la chiusura di impianti ha già ridotto la produzione europea del 9% e gli investimenti nel comparto sono diminuiti del 90%.
Un’indagine su 100 aziende associate ha mostrato che il 27% prevede di ridurre gli investimenti, mentre solo il 23% prevede un aumento. Le priorità di investimento includono digitalizzazione, efficienza operativa e ricerca. In Italia, il settore ha già registrato una perdita del 13% della produzione rispetto al 2021 e si prevede una contrazione ulteriore nel 2026.
Le imprese segnalano diversi rischi, tra cui la crescente concorrenza cinese e gli oneri delle politiche europee. Inoltre, i prezzi del gas in Europa sono significativamente più alti rispetto a quelli statunitensi, aggravando la situazione per le aziende italiane. Nonostante i progressi nella decarbonizzazione, i costi eccessivi rischiano di compromettere la competitività e la sopravvivenza delle imprese chimiche.
