Economia

La crisi del riso italiano: tra siccità e importazioni a dazio agevolato

Il settore del riso italiano affronta sfide significative a causa della siccità e delle importazioni a dazio zero, con impatti sul mercato e sulla produzione.

In Breve

Quali sono le cause della crisi del riso italiano?
La crisi è causata da siccità e importazioni a dazio agevolato dal Sudest asiatico.
Come sta reagendo il settore del riso?
Il settore sta cercando di affrontare la crisi attraverso incontri e nuove polizze assicurative.
Qual è l'impatto delle importazioni sul mercato del riso?
Le importazioni a dazio zero stanno deprimendo le quotazioni del riso italiano.

Il settore del riso italiano si trova attualmente in una situazione critica, aggravata da emergenze climatiche e da un aumento delle importazioni a dazio agevolato dal Sudest asiatico. Questi temi sono al centro di Risò, il salone internazionale del riso che si tiene a Vercelli, dove è prevista la partecipazione della presidente del Consiglio.

Quest’estate, caratterizzata da temperature elevate e siccità, ha avuto un impatto significativo sulla coltivazione del riso, che richiede acqua per prosperare. Lo scioglimento precoce delle nevicate e le alte temperature di maggio e giugno hanno ridotto le riserve idriche, costringendo molti produttori ad anticipare il raccolto, già avviato in alcune zone.

Durante il salone, è previsto un incontro organizzato da Ismea per discutere gli strumenti di prevenzione e gestione dei rischi nella filiera del riso, con la presentazione della nuova “polizza semplificata riso”. Tuttavia, sul fronte commerciale, le importazioni da paesi asiatici, in particolare Cambogia e Myanmar, stanno deprimendo le quotazioni del riso italiano.

Natalia Bobba, presidente dell’Ente Risi, ha dichiarato: “Le importazioni a dazio zero rappresentano una spina nel fianco per il nostro settore, condizionando il mercato”. Ha inoltre sottolineato che la clausola di salvaguardia europea richiede un incremento del 45% degli acquisti esteri per entrare in vigore, mentre il settore aveva richiesto una soglia del 20%.

In aggiunta, gli agricoltori si trovano a fronteggiare difficoltà legate alla carenza idrica e a un calo delle superfici investite a riso di circa 1.200 ettari. I costi di produzione, già in aumento per gasolio e metano, complicano ulteriormente la situazione. Attualmente, la produzione media italiana di risone si attesta intorno a 1,4 milioni di tonnellate, con circa 3.500 produttori e 95 industrie di trasformazione. I contratti di filiera coprono solo il 2,5% della produzione, ma potrebbero rappresentare un’opportunità per garantire migliori remunerazioni e sicurezza nelle forniture.

Negli ultimi due anni, il valore del riso è diminuito drasticamente, passando da 60 euro al quintale a circa la metà, evidenziando le sfide economiche che il settore deve affrontare.