Energia

Contesa Legale sull’Area a Caldo dell’Ex Ilva: Acciaierie d’Italia contro i Cittadini di Taranto

In corso una battaglia legale tra Acciaierie d’Italia e i cittadini di Taranto riguardo alla fermata dell’area a caldo dell’ex Ilva, con importanti implicazioni per la salute pubblica e l’occupazione.

In Breve

Qual è l'oggetto della contesa legale?
La contesa legale riguarda la fermata dell'area a caldo dell'ex Ilva a Taranto.
Quando è prevista la fermata dell'area a caldo?
La fermata è prevista entro fine ottobre, a 90 giorni dal 27 luglio.
Quali sono le conseguenze per i lavoratori?
Si prevede un aumento di circa 2.500 licenziamenti collettivi e 1.700 unità tra licenziamenti e cassa integrazione.

È in corso una contesa legale tra Acciaierie d’Italia e i legali che rappresentano i cittadini di Taranto, insieme all’associazione Genitori Tarantini, sulla conferma della fermata dell’area a caldo dell’ex Ilva. Questa fermata, disposta da un decreto della Corte d’Appello di Milano, è prevista entro fine ottobre, a 90 giorni dal 27 luglio. L’udienza per le istanze di sospensiva è fissata per il 9 settembre a Milano.

Gli avvocati Ascanio Amenduni e Maurizio Rizzo Striano sostengono che la concessione della sospensione richiede prove di gravità e irreparabilità del danno, che nel caso specifico non sarebbero dimostrate. Contestano inoltre l’affermazione della società secondo cui precedenti fermate avrebbero mostrato il rischio di compromissione irreversibile, citando che altiforni e cokerie sono stati fermati e successivamente riavviati senza problemi significativi.

Acciaierie d’Italia replica che i precedenti casi non sono comparabili, poiché in passato sono state adottate misure di conservazione che il decreto attuale non consente. L’azienda afferma che il decreto subordina la ripresa dell’area a caldo a condizioni non realizzabili entro 90 giorni, come la rimozione dell’amianto e la risoluzione delle problematiche relative alle concentrazioni di PM10 e PM2,5.

Inoltre, la società stima che circa 1.690 tonnellate di materiale siano presenti nei cowper, e che l’intervento di rimozione richiederebbe almeno un anno. Acciaierie d’Italia ha anche sottolineato che non esistono limiti di emissione stabiliti a livello europeo per PM10 e PM2,5, e che la definizione di tali limiti richiederebbe tempi superiori a quelli previsti dal decreto.

Oggi, 8 settembre, sono stati convocati tre incontri dal Governo a Palazzo Chigi con enti locali, associazioni delle imprese e sindacati, mentre aumentano i numeri dei lavoratori potenzialmente interessati dalla fermata. 28 imprese associate ad Aigi hanno annunciato circa 2.500 licenziamenti collettivi, mentre Confapi prevede un incremento di circa 1.700 unità tra licenziamenti e ricorso alla cassa integrazione. Aigi ha convocato i sindacati per il 10 settembre per discutere della situazione.