Economia

Previdenza Complementare: Un Futuro Incerto per i Lavoratori Italiani

Il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis svela le incertezze degli italiani sulla previdenza complementare, nonostante la consapevolezza della sua importanza.

In Breve

Qual è l'importanza della previdenza complementare secondo il rapporto?
Il 76,1% dei lavoratori ritiene che la previdenza complementare possa migliorare il tenore di vita in pensione.
Quanti lavoratori conoscono bene la previdenza complementare?
Solo il 28,9% dei lavoratori afferma di conoscere bene la previdenza complementare.
Qual è l'età media attesa per il pensionamento?
L'età media attesa per il pensionamento è di 69 anni.

Il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis, recentemente presentato a Roma, ha messo in luce il complesso rapporto degli italiani con la previdenza complementare. Questa indagine, realizzata dall’associazione italiana del risparmio gestito in collaborazione con il Censis, è particolarmente rilevante in vista delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, che modifica una normativa in vigore da oltre trent’anni.

La ricerca, condotta su un campione di lavoratori italiani tra i 18 e i 50 anni, ha rivelato che, sebbene il 76,1% dei partecipanti riconosca il potenziale della previdenza complementare per mantenere o migliorare il tenore di vita in pensione, la partecipazione effettiva rimane bassa, con meno del 40% delle forze di lavoro che aderiscono a queste forme di previdenza.

Un dato preoccupante è che solo il 28,9% dei lavoratori afferma di conoscere bene la previdenza complementare, mentre il 57,6% ha una conoscenza superficiale e il 13,5% non ne ha affatto. Inoltre, il 55,8% degli intervistati ha segnalato la presenza di informazioni poco chiare, e il 18,3% ha ricevuto notizie false riguardo a questo tema.

Molti lavoratori sembrano procrastinare la decisione di aderire a forme di previdenza complementare, con il 45% che ritiene di avere altre priorità e il 51,3% convinto che le regole cambino troppo frequentemente per pianificare efficacemente il futuro. Questo atteggiamento è accentuato dalla percezione di pensioni pubbliche basse: in media, i lavoratori si aspettano una pensione pari al 48,4% della loro retribuzione, con il 76,6% che non crede che l’aumento dell’età pensionabile garantirà pensioni adeguate.

Riguardo all’età pensionabile, il 64,8% dei lavoratori desidera andare in pensione entro i 60 anni, ma la realtà sembra diversa: l’età media attesa per il pensionamento è di 69 anni. Questo scarto di 9 anni tra desideri e realtà evidenzia una crescente frustrazione tra i lavoratori, soprattutto tra i più giovani.

La consulenza emerge come un fattore cruciale per migliorare la partecipazione alla previdenza complementare. Il 55% dei lavoratori che conoscono questa forma di previdenza afferma che un supporto da parte di un consulente esperto potrebbe incentivare la loro adesione. Inoltre, il 55,9% sarebbe favorevole a un affiancamento di professionisti per comprendere meglio i benefici e i rischi delle varie opzioni disponibili.

Maria Luisa Gota, Presidente di Assogestioni, ha sottolineato l’importanza di questa riforma, definendola un’opportunità per avvicinare più lavoratori al secondo pilastro della previdenza. Ha inoltre evidenziato la necessità di una comunicazione efficace per rafforzare l’alfabetizzazione previdenziale, aiutando le persone a comprendere l’importanza della pianificazione a lungo termine.

Fabio Galli, Direttore Generale di Assogestioni, ha aggiunto che la previdenza complementare non solo risponde ai bisogni futuri dei lavoratori, ma rappresenta anche un elemento di stabilità per l’intero sistema finanziario, contribuendo allo sviluppo dei mercati e dell’economia reale.

Questi risultati evidenziano un quadro complesso e sfidante per la previdenza complementare in Italia, richiedendo un impegno concertato da parte di tutti gli attori coinvolti per migliorare la consapevolezza e la partecipazione dei lavoratori.