In Breve
- Qual è la propensione delle imprese italiane a investire all'estero?
- Il 51% delle imprese italiane intende investire sui mercati esteri.
- Quali fattori influenzano le scelte d'investimento delle aziende?
- I costi energetici e delle materie prime sono i fattori principali che influenzano le scelte d'investimento.
- Cosa prevede il presidente di Assocamerestero per il futuro?
- Mario Pozza prevede un ritorno alla crescita per l'82% delle imprese entro il 2027.
Le imprese italiane attive all’estero dimostrano una sorprendente resilienza, continuando a investire nonostante le difficoltà globali, tra cui dazi, politiche protezionistiche e l’aumento dei costi di materie prime ed energia. Secondo l’Osservatorio Assocamerestero 2026, il 40% delle aziende ritiene che il clima per i prodotti italiani sia “molto positivo”, con una domanda in crescita.
Le valutazioni variano notevolmente a seconda delle aree geografiche: in America Latina, l’80% delle imprese segnala un clima favorevole, mentre in Africa si registra una divisione tra stabilità e prudenza. Sul fronte degli investimenti, il 51% delle aziende intervistate ha intenzione di espandere la propria presenza sui mercati esteri, mentre solo il 3% prevede una riduzione della propria esposizione.
Le aziende italiane si concentrano su strategie a lungo termine, con oltre la metà delle imprese che considera fondamentale la pianificazione strategica. Tra i principali fattori che influenzano le decisioni di investimento ci sono i costi energetici e delle materie prime, seguiti da rischi di cambio e instabilità finanziaria. Inoltre, la scelta di partner locali e la conoscenza delle normative locali sono considerati cruciali per il successo.
Mario Pozza, presidente di Assocamerestero, sottolinea che, sebbene il made in Italy sia sinonimo di qualità e stile, le aziende devono adattarsi e costruire strategie sostenibili per competere efficacemente nei mercati internazionali. Per il 2027, l’82% degli intervistati prevede un ritorno alla crescita, evidenziando un ottimismo diffuso tra le imprese italiane.
