In Breve
- Qual è la riduzione dei negozi al dettaglio in Italia dal 2018 al 2023?
- Il numero di negozi è diminuito da 666.479 a 570.313.
- Come è cambiato il fatturato del commercio al dettaglio in Italia?
- Il fatturato è aumentato del 25,7%, passando da 326,8 a 410,7 miliardi di euro.
- Quali settori hanno registrato una crescita durante questo periodo?
- I discount alimentari e le farmacie hanno registrato una significativa crescita.
Negli ultimi anni, il commercio al dettaglio in Italia ha subito un’importante trasformazione. Tra il 2018 e il 2023, il numero di negozi è diminuito drasticamente, passando da 666.479 a 570.313, con una riduzione di circa 96mila unità, pari al 14,4%. Nonostante questa contrazione, il fatturato complessivo del settore ha registrato un aumento significativo del 25,7%, passando da 326,8 a 410,7 miliardi di euro.
Le categorie più colpite da questa riduzione sono state gli ambulanti, con un calo del 27,3%, e i piccoli negozi alimentari, che hanno visto una diminuzione del 17,9%. Al contrario, le farmacie hanno mostrato una crescita del 4,2%. A guidare l’incremento del fatturato sono stati i discount alimentari, che hanno visto un aumento del 101,1% nel fatturato e una crescita del 7,4% nel numero di punti vendita.
In aggiunta, il settore dell’e-commerce e delle vendite porta a porta ha registrato un incremento del 41,9% nel fatturato. Nonostante la diminuzione dei punti vendita, l’occupazione nel settore non ha subito un calo significativo, con una riduzione degli addetti limitata all’1,8%. Il numero medio di addetti per negozio è aumentato, passando da 2,9 a 3,3.
Analizzando i dati territoriali, il Sud Italia mantiene una densità commerciale più alta, con 12,1 negozi ogni mille abitanti, rispetto agli 8,8-8,9 del Nord. Questa capillarità è legata a minori opportunità di lavoro dipendente e alla crescita del turismo. Il Sud è l’unica macroarea in cui gli addetti sono aumentati sia negli esercizi specializzati che in quelli non specializzati tra il 2018 e il 2023.
