In Breve
- Qual è l'aumento delle procedure di crisi in Italia nel primo semestre 2026?
- Sono state aperte 6.672 procedure di crisi, con un incremento del 4,8% rispetto al 2025.
- Qual è il settore più colpito dalle liquidazioni giudiziali?
- Il settore edilizio, con 831 liquidazioni giudiziali.
- Qual è il gap finanziario stimato per il settore edilizio?
- Il gap finanziario è stimato in 3,8 miliardi di euro.
Nel primo semestre del 2026, l’Italia ha visto l’apertura di 6.672 procedure di crisi, corrispondenti a quasi 40 imprese al giorno, inclusi i fine settimana. Questo rappresenta un incremento del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. La maggior parte di queste procedure riguarda le liquidazioni giudiziali, con 5.401 casi (+2,4%). Altri strumenti di regolazione della crisi, come i concordati preventivi e le misure protettive, hanno visto un aumento significativo, con i concordati in crescita del 24,6% e le misure protettive del 35,9%.
Il settore edilizio si conferma il più colpito, con 831 liquidazioni giudiziali, mantenendo livelli simili a quelli del primo semestre del 2025. Le difficoltà del comparto sono amplificate dai rincari delle materie prime e dai ritardi nel riconoscimento degli extra-costi da parte delle stazioni appaltanti, con un gap finanziario stimato di 3,8 miliardi di euro per il sistema paese.
Geograficamente, il Nord Ovest e il Centro d’Italia concentrano rispettivamente il 28,8% e il 28,2% delle liquidazioni. La Lombardia è in testa con il 22,2% del totale nazionale, seguita da Lazio (18,2%) e Campania (10,3%). Preoccupante è l’aumento delle procedure tra le imprese più giovani, con un incremento che sfiora il 50% per quelle con meno di cinque anni di attività.
Nonostante questi dati allarmanti, i pagamenti mostrano segnali di tenuta, con un miglioramento delle tempistiche rispetto al 2025. Le medie imprese registrano un tempo medio di 61,31 giorni per i pagamenti, mentre le grandi imprese si attestano a 71,57 giorni.
